In viaggio: il riflesso del finestrino

Tra una cosa e l’altra la mia vita è fatta di viaggi: su quattro ruote, su rotaie, in mare, su un paio d’ali, per cui era indispensabile aprire una sezione dedicata ai viaggi.
Sono viaggi di ricerca, spesso studiati per settimane, per centellinare il tempo e godere a fiato serrato di ogni capolavoro nascosto nel raggio di 100 km dalla meta, o viaggi di grande respiro di panica immersione nella Natura. Quello che conta è viaggiare e fare i conti col Tempo: oggi  internet, gli aerei e la grande velocità ci hanno rubato la dimensione dell’attesa, la noia della lentezza, la curiosità che sale in un climax, l’acclimatamento alle condizioni che ci aspettano.

Il tempo è un lusso per pochi, ma non è forse un lusso vedere la propria immagine, incorniciata nel lunotto di un treno, o nel vetro di una macchina, improvvisamente accompagnarsi al riflesso di un paesaggio che non si conosce. Certo è un lusso da vanesia, lo ammetto, ma è come una melodia che ti fa gustare la scoperta che vivrai coi tuoi occhi senza vederti, senza immaginarti, tutto proiettato nella nuova dimensione. Fantasticare all’alba, su un paesaggio della piana Emilia, col naso appiccicato al finestrino è un lusso, che non mi toglie nessuno.

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