Severini futurista e neoclassico

Gino Severini - Treno blindato in azione

Gino Severini - Treno blindato in azione, 1915, olio su tela.

Parigi, Musée de l’Orangerie fino al 25 luglio

Gino Severini 1883-1866
Rovereto, Mart dal 17 settembre al 8 gennaio 2012

Gabriella Belli, direttrice del Mart ci ha abituati a queste imprese, mostre per il grande pubblico che sanno accattivarsi la simpatia degli addetti ai lavori, per quel quid che le rende particolari. Questa volta in pentola bolle una grande mostra dedicata alla figura e all’opera del pittore Gino Severini (Cortona, 1883 – Parigi, 1966) realizzata  in collaborazione con il Musée d’Orsay di Parigi insieme a Daniela Fonti docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università La Sapienza di Roma e autrice del catalogo ragionato su Severini (Mondadori, Edizioni Philippe Daverio 1988).
Occorrerà aspettare ancora un mese e mezzo per poter gustare il progetto espositivo al Mart di Rovereto Gino Severini 1883-1966 (dal 17 settembre 2011 al 8 gennaio 2012), ora è tempo di curiosità e di raffronti con la significativa anticipazione della mostra, in chiusura, dopo domani, al Musée de l’Orangerie di Parigi  intitolata “Gino Severini (1883 – 1966), futuriste et néoclassique”.
Più completa la mostra italiana correderà le 76 opere già esposte a Parigi con altre 15 tra cui anche  due importanti tele del 1915 : “Lanciers italiens au galop (Lanciers à cheval)”, proveniente dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino e “Train de la croix rouge traversant un village”, proveniente dal Guggenheim Museum di New York.
Dall’ultima mostra del 1967 a Parigi, l’anno successivo alla sua morte, la fisionomia di Severini si è arricchita di sfumature inedite. A 23 anni è a Parigi, sopravvive facendo il ballerino nei locali notturni, conosce Braque, Dufy, Utrillo e Modigliani, e nel 1910 è firmatario insieme a Balla, Marinetti e Boccioni del primo Manifesto del Futurismo.
Morto Boccioni, abbandona il movimento e diventa cubista, si interessa di maschere, si avvicina a Picasso e vuol fare l’aviatore. Inizia un percorso filosofico in cui non è di secondaria importanza la figura di Jaques Maritain: lo scambio epistolare tra i due ci racconta di una riflessione sull’universale che lo spinge a meditare intorno alla religione, alla letteratura, alla danza e alla musica, spiegando così la sua naturale propensione a tutto ciò che è linguaggio artistico. É Maritain che lo raccomanda al vescovo di Losanna per la decorazione della chiesa di Semsales. Severini è malato, forse proprio la malattia che lo riavvicina alla fede e modifica ancora il suo stile. Nel 1921 del resto aveva scritto un saggio: Du cubisme au classicisme che aveva segnato, definitivo, un nuovo approdo alla figuratività lineare e perfetta.
Da futurismo, a cubismo a neoclassicismo la mostra antologica racconta e racconterà  l’artista attraverso l’uomo, o l’uomo che si plasma nel suo essere artista.
Insomma occorre mettere in agenda un post it per non perdersi questo appuntamento con il colore e il sentimento di un secolo.

“Correspondance Gino Severini Jacques Maritain (1923-1966)”, Collana Documenti del Mart, 14, edito dal Mart e da Leo S. Olschki Editore, Firenze.

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